INTRODUZIONE
L’analisi sullo stato dell’associazione in Abruzzo, avviata e conclusasi lungo il decorrere dei mesi relativi all’anno scout 2005/2006 e consultabile all’interno del fascicolo intitolato ’Testimoni del presente,costruttori del futuro ’, ha determinato un consistente coinvolgimento ideale ed emozionale in tutti i capi radunati nel Convegno della primavera 2006, conducendo così all’individuazione nonché al riconoscimento di tre aspettative fondamentali:
- Formazione rivolta anche alla crescita di quadro associativo.
- Recupero dell’identità tipica di un’ associazione che pone lo scouting come base pedagogica della sua proposta educativa.
- Presenza significativa , continuativa e visibile sul territorio.
All’interno dei gruppi di lavoro, incentrati su alcune delle tematiche percepite come maggiormente sensibili e pertanto bisognose di rinnovamento, scaturite dalle aspettative precedentemente indicate, sono emerse le seguenti necessità:
- Sostenere, in coordinamento con le zone, la formazione a domicilio mirata ai diversi ruoli di quadri quali Capi Gruppo, Capi evento, Iabz, Membri dei Comitati, Responsabili di Zona; promuovere la formazione quadri ai capi interessati.
- Promuovere la condivisione tra le zone delle problematiche connesse alle varie fasi progettuali (analisi, programmi, verifiche, attività…), con la prospettiva rivolta al servizio con i ragazzi.
- Coordinare tra Regione e Zona un azione forte di promozione dello scouting, rivolta ai capi e ai ragazzi.
- Promuovere e visionare , in collaborazione con le Zone, la formazione dei capi con particolare attenzione la formazione dei capi RS attraverso momenti istituzionali e momenti di formazione permanente.
- Per favorire la formazione dei capi , approfondire la scelta vocazionale, il mandato di capo-catechista, il magistero della chiesa, l’intenzionalità educativa (traduzione del progetto educativo in programmi) e i temi della multiculturalità e diversabilità.
- Dare impulso ai rapporti con il livello ecclesiale regionale al fine di migliorare la collaborazione con le strutture di questo livello (coinvolgimento di seminaristi , rapporti con i vescovi e con la CEAM.).
- Rivalutare gli strumenti stampa e comunicazione web, come mezzi di diffusione della realtà scout regionale anche al di fuori dell’ associazione.
- Sostenere progetti di valorizzazione del territorio per creare coscienza educativa nei ragazzi e contemporaneamente , costruire rapporti collaborativi con gli enti di gestione.
- Porre l’attenzione alle politiche giovanili nella regione, assicurando la partecipazione negli organismi consultivi e diffondendo le informazioni all’interno dell’associazione.
- Diffondere sul territorio l’ identità e la specificità dell’AGESCI come associazione di promozione sociale.
- Promuovere occasioni di confronto sul metodo per favorire l’unitarietà ed elevare la qualità della proposta (la progressione personale unitaria, gli strumenti del metodo e la spiritualità del metodo).
- Sollecitare nei capi l’inserimenti organico delle occasioni di crescita offerte dalla regione, nel cammino di progressione personale dei ragazzi.
Risulta a questo punto importante sottolineare come le emergenze, rilevate dagli adulti impegnati nel servizio associativo, si compongono come testimonianza, da parte dei capi stessi, di un’adesione consapevole alle scelte del Patto Associativo. Chiaramente evocative e strettamente connesse a quanto sopra evidenziato risultano essere le affermazioni di seguito riportate:
- La convinzione della validità e dell’attualità della Scelta Scout fa suonare un allarme: la modalità di attuazione pratica della proposta educativa è progressivamente sempre più lontana dagli elementi fondanti dello scoutismo.
- La testimonianza della Scelta Politica può realizzarsi compiutamente solo sul territorio: presenza continuativa e non episodica, in breve la buona cittadinanza.
- La Scelta Cristiana e l’essere Chiesa : motivo e guida di tutta l’azione associativa.
Diventa fondamentale a questo punto chiarire che la necessità di rispondere in modo strutturato e non occasionale alle aspettative, nello stile tipico dell’ associazione, motiva l’esistenza di questo progetto. Naturale conseguenza di tale considerazione è il cercare di vivere il progetto come punto di riferimento tanto per la realizzazione di eventi quanto per lo svolgimento delle attività istituzionali, all’interno di un’ottica permeata da una gestione dei compiti assegnati a livello associativo regionale. Va aggiunto a ciò che, rispondere alle emergenze evidenziate dai capi, concernente gli ambiti di competenza regionale, vuol dire anche porsi come supporto concreto per le Zone, le quali sono proprio coloro che assolvono l’importante compito di lavorare a stretto contatto con le Comunità Capi.
Concludendo, è significativo ricordare che questo progetto nasce in concomitanza con l’elaborazione del progetto nazionale del quale, pur non potendo essere fatta esplicita menzione al momento, è possibile soffermarsi a rilevare come buona parte delle problematiche in esso scaturite, durante le diverse fasi di progettazione, risultano affini e complementari a quelle emerse nel nostro progetto, potendo essere considerato pertanto in sintonia con le linee associative nazionali.
OBIETTIVO 1
Favorire la formazione dei capi con particolare attenzione ai capi R/S ed ai quadri (Capi Gruppo, Capi evento, Iabz, Membri dei Comitati , Responsabili di zona), rivalutando lo strumento del Progetto del Capo, attraverso occasioni di incontro /confronto per crescere nella fede, nell’utilizzo del metodo e nell’essere cittadini attivi.
Dal Patto Associativo:
‘’L'Associazione accoglie e riunisce Capi e ragazzi.
I Capi, donne e uomini impegnati volontariamente e gratuitamente nel servizio educativo, offrono alle ragazze e ai ragazzi i mezzi e le occasioni per una maturazione personale e testimoniano le scelte fatte liberamente e vissute con coerenza.’’
Vogliamo raccogliere il messaggio di B.P. ‘ Lasciare il mondo un po’ migliore di come lo abbiamo trovato ’ cambiando noi stessi, i ragazzi e la realtà.
Se si vuole essere agenti di mutamento, protagonisti di un cambiamento profondo della coscienza dei ragazzi, ma anche della società, bisogna porsi di fronte alla realtà giovanile ed alla stessa società con un personale itinerario di mutazione.
Questo itinerario di crescita e di continuo cambiamento pone i capi di fronte alla necessità di formarsi per essere capaci di:
- Fare della propria vita, attraverso l’annuncio e la testimonianza, un dono per gli altri in risposta alla chiamata.
- Accogliere il messaggio di Cristo, sentendosi parte attiva e responsabile della Chiesa.
- Vivere alla luce della Legge e della Promessa.
- Fare una proposta fedele al metodo ed ai valori educativi dell’Associazione
- Essere testimoni coerenti nella quotidianità dei valori dell’ Associazione.
OBIETTIVO 2
Recuperare l’attenzione allo scouting e alla nostra identità.
Dal Patto Associativo:
“La persona sviluppa le proprie potenzialità vivendo con gli altri in un indispensabile rapporto di età e di generazione, che fa crescere Capi e ragazzi…….
Le Capo e i Capi dell'AGESCI condividono la responsabilità educativa e testimoniano l'arricchimento che viene dalle reciproche diversità……….
Giocare, vivere l'avventura e camminare nella natura insegna il senso dell'essenziale e della semplicità, permette di essere persone autentiche che colgono i propri limiti e la necessità di aiuto e rispetto reciproco tra noi e con tutto il creato….
Il valore educativo del servizio tende a portare l'uomo a realizzarsi nel "fare la felicità degli altri"…..
Lo scautismo si incarna in modi diversi nei vari Paesi, vivendo i propri valori nella specificità delle differenti culture….. “
Prendiamo spunto dall’articolo 25 del Regolamento Metodologico ove si dice testualmente:
“Tipico della proposta Scout è lo Scouting – atteggiamento di proiezione verso l’ignoto – animato dal gusto di esplorare che spinge ad andare oltre la frontiera. I Bambini i Ragazzi ed i Giovani imparano facendo, privilegiando l’esperienza attraverso l’esercizio continuo dell’osservazione, della deduzione e dell’azione. Questo atteggiamento si realizza prevalentemente attraverso l’acquisizione di abilità e di tecniche scout”.
È evidente che le tecniche scout (pionieristica, campismo etc. ) non sono fini a sé stesse ma si compongono come strumenti essenziali per consentire ai ragazzi di vivere esperienze nelle quali si concretizza il percorso educativo. Tale aspetto è fondamentale nel nostro metodo poiché porta ad affrontare l’ignoto con serenità d’animo e fiducia nelle capacità individuali e nella Provvidenza.
Quindi, la tensione verso l’obiettivo della riscoperta dello scouting passa necessariamente attraverso la volontà di:
- Riscoprire a tutti i livelli il gusto di affrontare l’ignoto.
- Recuperare l’attenzione ai temi dell’internazionalità tipici della nostra Associazione e attraverso questi incontrare culture diverse dalla nostra.
- Far conoscere realtà di disagio reale.
- Riscoprire la Provvidenza non uniformandosi alla sola logica della previdenza.
- Proporre tutte le opportunità e le ricchezze del metodo scout.
- Riscoprire lo scouting come scienza dei boschi.
OBIETTIVO 3
Vivere il territorio come associazione capace di entrare in relazione costante e non episodica con lo stesso.
Dal Patto Associativo:
“Siamo così uniti dall'amore di Dio con tutti coloro che hanno questa stessa speranza e ci sentiamo responsabili, da laici e con il nostro carisma e mandato di educatori, di partecipare alla crescita di questo corpo che è la Chiesa, popolo di Dio che cammina nella storia.
Operiamo in comunione con coloro che Dio ha posto come pastori e in spirito di collaborazione con chi si impegna nell'evangelizzazione e nella formazione cristiana delle giovani generazioni, anche partecipando alla programmazione pastorale.”
“Se io so parlare le lingue degli uomini e degli angeli, ma non posseggo l’amore, sono come una campana che suona, come un tamburo che rimbomba…Ora solo tre cose contano: fede, speranza, amore” (1Cor 13, 1.13).
Questo messaggio iniziale ce lo poniamo come guida per riuscire a divenire una Comunità che cammina insieme, una Comunità missionaria, aperta al dialogo ecumenico ed interreligioso, capace di sposare cambiamenti nel territorio in cui vive, aperta ai più deboli, ai disadattati, ai lontani e ai poveri.
Riteniamo importante, infatti, l’inserimento dell’associazione , in tutti i suoi livelli, nella realtà ecclesiale, con la quale occorre tessere relazioni che permettano ai capi di vivere nella quotidianità dei propri incarichi la scelta cristiana del patto associativo. Questo significherà intrecciare relazioni nello spirito fraterno di un popolo che riconosce la Chiesa mirando a:
- Far crescere e rendere costanti i rapporti tra comitato regionale e livello ecclesiale regionale (in particolare con la CEAM).
- Dare impulso alle zone ad attivare migliori relazioni con i vescovi delle Diocesi di propria competenza, ad inserirsi nelle pastorali giovanili, nei coordinamenti diocesani e nelle consulte laicali.
- Partecipare alle occasioni importanti, ordinarie e straordinarie, che la Chiesa organizza, consapevoli che il nostro impegno e la nostra disponibilità vengono misurati anche da queste situazioni, e soprattutto a tutte quelle iniziative di dialogo, di promozione della pace, e tutte quelle specificatamente rivolte ai giovani.
- Utilizzare gli strumenti di comunicazione a nostra disposizione (stampa e web) in maniera razionale e misurata, evitando eccessi cartacei e informativi, preludio dell’ignoranza e della mancata comunicazione.
- Assicurare una maggiore selezione delle informazioni che vengono messe in circolazione.
Dal Patto Associativo:
“La proposta scout educa i ragazzi e le ragazze ad essere cittadini attivi attraverso
l'assunzione personale e comunitaria delle responsabilità che la realtà ci presenta……
L'AGESCI, consapevole di essere una realtà nel mondo giovanile, sente la responsabilità di dare voce a chi non ha voce e di intervenire su tematiche educative e politiche giovanili sia con giudizi pubblici che con azioni concrete.
Collabora con tutti coloro che mostrano di concordare sugli scopi da perseguire e sui mezzi da usare relativamente alla situazione in esame, in vista della possibilità di produrre cambiamento culturale nella società e per "lasciare il mondo un po' migliore di come l'abbiamo trovato".
Perseguiamo, a livello regionale, il raggiungimento delle condizioni opportune e necessarie che agevolino la conoscenza da parte dei capi di tutto quanto possa far crescere una coscienza politica nei nostri ragazzi, preoccupandoci innanzi tutto di:
- Dare ai capi gli strumenti di conoscenza e riferimenti per poter selezionare percorsi relazionali con enti e altre associazioni.
- Stabilire a livello regionale contatti con la Regione Abruzzo istituzione, che stimolino tutti gli atri livelli associativi a relazionarsi con le istituzioni di propria competenza.
- Prevedere un percorso di conoscenza per valorizzare e diffondere tra i capi la consapevolezza di essere un’Associazione di Promozione Sociale.
VERIFICA
La verifica dell’intero progetto inizierà nell’estate/autunno 2009 per concludersi prima della scadenza del progetto fissata per la primavera 2010 attraverso un processo che coinvolga tutti i capi.
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