In un caldissimo giorno di maggio, un gruppo di capi educatori si ritrovano ad Avezzano per discutere ed imparare il duro “mestiere” di capi formatori. I due gruppi di lavoro discutono, analizzano l’importanza di uno staff e delle sue caratteristiche. Si viene così a scoprire che uno degli aspetti negativi in uno staff .....
  
..... è l’incapacità di ascoltare gli altri e di conseguenza l’incapacità di mettersi in discussione.
Inoltre si tende spesso a fossilizzarsi nei propri ruoli. Alla base di tutto ciò manca la figura dell’AE. Quali soluzioni? Bisognerebbe gestire meglio i ruoli, dando il giusto spazio a tutti , soprattutto a coloro che rimangono in disparte. Il tutto deve essere caratterizzato da un clima sereno e di entusiasmo. L’Agesci è un’associazione completa in quanto ci dà la possibilità di lavorare in gruppo, di esprimere la nostra opinione, di essere solidi e solidali, di essere essenziali. Ma siccome non tutti sono perfetti, anche la nostra associazione presenta degli aspetti negativi, come il fatto che a volte ci sono strutture poco accoglienti che non valorizzano le esperienze. In base a tale analisi come si fa a educare e a formare? Innanzitutto quando si fanno i campi per capi,spesso ci si trova a formare dei capi che hanno già fatto delle scelte e quindi sono consapevoli di ciò che stanno facendo. Si arriva , però, a formare l’adulto solo se ci si pone veramente in posizione di ascolto. Inoltre per formare l’adulto/capo è necessario che sia una staff disposta a crescere metodologicamente, che ci sia un trapasso di nozioni tra i componenti dello staff formatore.
In fine conoscere il vissuto dell’allievo che partecipa a un campo di formazione è significativo per venir incontro alle sue esigenze senza trascurare l’aspetto umano, favorendo un’apertura verso gli altri e le correlazioni tra gli allievi. Insomma , sapersi ascoltare, ascoltare gli altri, apertura al dialogo, discussione sana, condivisione, trapasso di nozioni,essere testimoni più che maestri, sono gli elementi che costituiscono la giusta distanza del capo formatore.
Infatti: siate uniti, ma non troppo vicini; le colonne del tempio si ergono distanti e la quercia e il cipresso non crescono l’uno all’ombra dell’altro.

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